BLOG



IL BLOG DI PRISCA

Avete pubblicato 13 commenti sul mio blog!
L'ultimo messaggio è stato inserito da Prisca il giorno 02 09 2009 alle ore 18:27

Il Re Matto Marco Mengoni

 

Un Re che non si ferma mai, stasera tappa ad Anzio

 

Periodo fortunato  e molto intenso per il vincitore incontrastato della terza edizione di X Factor e  terzo classificato all'ultimo Festival di San Remo. Marco Mengoni cavalca l'onda del successo e della popolarità che lo sta facendo sentire proprio un re. Da mesi ormai è in giro per il Bel Paese con il Re Matto Tour, un vero e proprio show all'insegna della poesia e della sregolatezza di un sovrano folle, ideato da Marco Mengoni,  Luca Tommasini e Stella Fabiani. "E quando c'è lo zampino loro non si può mai stare tranquilli!" Ci dice subito Marco. E infatti lo show è ricco di coreografie, tanti cambi d'abito e perfino una scultura ad invadere il palco. Marco Mengoni stasera, 5 agosto, fa tappa a Villa Adele, ad Anzio,  non vede l'ora di vedere le bellezze del posto, anche se è un po' provato: "mi hanno già parlato della location e mi ha nno detto che è veramente molto molto bella, certo ad Anzio ci arrivo veramente stanco perché stiamo sulle quaranta date ed è diventato molto pesante il tour, molto impegnativo! E se una cosa devi farla devi farla bene se no non la fai! Sono fatto così "


E' uno dei prezzi da pagare, d'altronde meglio battere il ferro finché è caldo no?. In scaletta tutte le  canzoni degli ep Dove si vola e Re Matto, e poi dei classici internazionali: "Sì, purtroppo, avendo pubblicato solo due ep, ho una decina di pezzi miei, quindi ci sono delle cover, riarrangiate da me e dal mio gruppo, ho voluto fare un tributo più che altro, ad artisti che hanno dato molto alla musica. Abbiamo riarrangiato pezzi dei Beatles, Rolling Stones, Mina, Battisti, abbiamo preso proprio i mostri sacri! Lo spettacolo è a sorpresa, c'è la parte acustica, la parte più spinta, più rock, insomma c'è un po' di tutto abbiamo cercato di fare un arcobaleno".

Un arcobaleno colorato che è anche un viaggio nella "Mattità", così è definita nel comunicato stampa, cosa rappresenta per Mengoni? "Per me la follia è la libertà, la pazzia è la libertà, secondo me i pazzi, da sempre, da millenni, sono le persone più libere, perché  non hanno limiti, non hanno barriere, non sono come noi contaminati, per me è quella la libertà".

Dal trionfo ad X Factor al Festival di Sanremo dove è arrivato terzo proprio per il televoto, insomma Mengoni deve molto alla tv: "credo che ormai per i giovani siano rimasti pochissimi canali per esprimersi, e la televisione brucia le tappe, rende più veloce il meccanismo, come se mettessi dell'olio. Io non sputerò mai nel piatto dove ho mangiato, e ho mangiato anche molto bene devo dire!" Certo, poi sta agli artisti far vedere quanto valgono davvero, soprattutto dal vivo: "certamente, lì è la resa dei conti, e se non valgo il prossimo anno ci sarà quanlcun altro al posto mio, chi se ne frega, la vita va avanti! E' la musica quella che resta per sempre, la popolarità lo showbiz, quelli vanno e non mi interessa. L'importante è fare sempre quello in cui si crede".

Ti prendiamo in parola, ascoltare per credere! Stasera a Villa Adele ad Anzio, poi il tour continua in giro per l'Italia e il 2 settembre arriva a Viterbo.


Postato da Prisca - 13:29, 05 Ago 2010
Permalink | Commenti (0)

Con Le Vibrazioni on the road...



Stasera al Parco delle Meraviglie di Cassino in concerto

Intervista al frontman Francesco Sarcina


I 4 ragazzi di Milano, Francesco, Stefano, Alessandro ed Emanuele, ovvero Le Vibrazioni,  sono di nuovo on the road, la dimensione che preferiscono da sempre conferma il cantante, Francesco Sàrcina: " abbiamo iniziato con la voglia di fare rock e stare per strada e con il tempo che passa siamo rimasti con i piedi per terra, spartani, siamo sempre belli diretti, schietti ed onesti, insomma una vera rock and roll band! Siamo pane al pane e vino al vino, come si suol dire, e cerchiamo di essere sempre coerenti, ci interessa solo fare buona musica!"

In giro per l'Italia portano il loro rock dal sapore vintage che si'ispira chiatramente agli anni '70.  Le strade del tempo tour, dal nome dell'ultimo album, è proposto in versione estiva, con delle novità rispetto alla torunée invernale : "eh sì sicuramente, a livello scenico sono cambiate molte cose, perché il tour invernale era nei club, ambienti raccolti, quello estivo, invece, ha dei palchi molto più grandi, all'aperto, e ci siamo inventati delle cose mooolto carine! Da vedere! Anche la scaletta è cambiata, ci sono sicuramente dei brani dell'ultimo album ma mixati con i vecchi successi, come dire, fa ridere questa cosa, i grandi successi de Le Vibrazioni!" E qui una grossa risata.

Ultima fatica della band il singolo Invocazioni al cielo colonna sonora dei mondiali di calcio di Sky, nel video  i ragazzi hanno suonato insieme ad ax stelle del calcio come Bergomi Boban, Marchegiani e Altafini, all'Italia non ha portato proprio bene: " Bè povera Italia, d'altronde la squadra non ha fatto che riflettere quello che stiamo vivendo come popolo, c'è una malgestione generale! Noi comunque ci siamo divertiti, soprattutto ad incontrare gli ex calciatori!" A Francesco è andata bene nel  video interpreta un giornalista, gli altri invece si occupavano delle pulizie: "sì è avero a me va sempre bene, però c'è da dire che cchi faceva le pulizie aveva una visuale migliore della mia, cioè guardavo sfilare le bellezze della redazione!"

Fin dagli esordi le vibrazioni hanno corteggiato il cinema: E se ne va colonna sonora di Tre metri sopra il cielo, la sigla di Eccezzziunale... veramente - Capitolo secondo ... me cantata con Diego Abatantuono, il video di Drammaturgia, rivisitazione del Rocky Horror Picture Show, vedeva la partecipazione di Paolo Bonolis, Sabrina Impacciatore e Riccardo Scamarcio,  Insolita nella colonna sonora di Colpo d'occhio di Sergio Rubini, il regista ha poi girato il videoclip. Ora hanno curato anche la colonna sonora di un nuovo film Laria: "si tratta di un film di Valerio Jalongo con Valeria Golino, che dovrebbe uscire ad ottobre. Abbiamo inserito una canzone de Le Vibrazioni nella colonna sonora, poi io personalmente mi sono preso la responsabilità di musicare tutto il film, una prima esperienza molto fertile e molto bella. Quando aggiungi una musica ti cambia empaticamente la sensazione che hai di una scena di un film.
Un'esperienza straordinaria, un bel lavoro, sono molto contento".

Una news questa, non vedo l'ora di vedere il film, intanto due appuntamenti  con Le Vibrazioni live vicino Roma, stasera 4 agosto a Cassino e il 28 agosto all'Arena di Valle Faul a Viterbo.

Postato da Prisca - 13:16, 04 Ago 2010
Permalink | Commenti (0)

Solo Piano per Giovanni Allevi

Giovanni Allevi chiude Luglio Suona Bene all'Auditorium

Due date, oggi 31 luglio e domani 1 agosto, nella cavea del Parco della Musica. Il compositore, direttore d'orchestra e fine pianista marchigiano Giovanni Allevi bissa a Roma, a grande richiesta dei fan, ed è ancora incredulo: "Ma che meraviglia! Io gli voglio proprio bene, ma che bello! Io non riesco mai ad abituarmi a questo affetto così prorompente!"

Sul palco veste jeans e scarpe da tennis, sembra sempre un eterno ragazzo appena ventenne, anche se ha superato i 40, sì può dire? "Sì sì, lo sanno che sono over quaranta, si può dire! Come mentalità però dimostro anche meno di vent'anni!" Dice ridendo.

La sua musica è molto amata dai giovani perchè riesce a fare da ponte tra classico e contemporaneo, così come in questo Solo Piano 2010: "nel primo quarto d'ora eseguo dei brani di musica classica tradizionale, Bach, Chopin, Wagner, Listz... solo in un secondo momento, quindi, eseguo le mie composizioni originali. L'idea è quella di accostare la  musica classica tradizionale alla musica classica contemporanea. Forse piaccio ai giovani perché usando elementi classici riesco comunque ad esprire un mood contemporaneo, la sensibilità di chi vive oggi".

Scopriamo anche che è una persona molto ansiosa e che prima dei concerti ha sempre paura di suonare dal vivo le difficili composizioni che lui stesso scrive: "come Piano Karate ad esempio, oppure L'orologio degli dei, ripeto sempre dentro di me: 'ma perché? Perché mi sono complicato così tanto la vita!' Però la risposta c'è: l'artista deve sempre dare il massimo, io devo essere sempre al limite delle mie possibilità! Certo quest'attitudine non aiuta il mio essere estremamente ansioso, è un bel problema!"

Prima di salire sul palco allora cosa fa? Una tazza di camomilla? " No, del cioccolato! Il cioccolato mi coccola e mi da un po' di sicurezza!"

E dopo il concerto Allevi ama sempre confrontarsi con il pubblico: "Io mi beo della loro presenza, dei loro sorrisi, l'autografo è solo un pretesto per un confronto. Mi fermo sempre, anche due ore dopo i live, a parlare, a scambiare commenti, opinioni e magari qualche discorso sull'estetica!" Non dimentichiamoci che è laureato in Filosofia!

Da non perdere! 

Postato da Prisca - 13:17, 31 Lug 2010
Permalink | Commenti (0)

Peter Cincotti: un (italo)americano a Roma

In concerto stasera a Villa Pamphilj

L'intervista

Iniziamo dal nome Cincotti... chiare le origini italiane del pianista e songwriter newyorkese, ma quale pronucia preferisce per il cognome, il Cincotti all'italiana o il Sincòti all'americana? " Suona grandioso in italiano, preferisco la vostra pronuncia, anche se io stesso non so dirlo bene... A New York mi chiamano Sincòti, ma mi piace di più come dite voi!"

Che sia Cincotti allora, almeno qui in Italia, ma qual'è la sua relazione con il nostro paese? " Sono italo-americano di terza generazione, ovvero i miei bisnonni erano italiani emigranti. Il mio bisnonno da Napoli e la mia bisnonna da Piacenza. Ho avuto la fortuna di visitare alcuni posti in Italia, meravigliosi! E adoro Roma!" Cosa ti piace della capitale? "Tutto! E confesso di essere stregato dal cibo.. che ti devo dire!" E qui una bella risata...

Proprio da Roma, stasera Villa pamphilj, parte il suo tour nel Bel Paese, con qualche sorpresa: " propongo un po' di canzoni dal mio ultimo cd East of Angel Town, qualcosa del passato e anche canzoni nuove, sto scrivendo molto per il mio prossimo album, quindi sentirete del materiale inedito!"

Enfant prodige Cincotti, pianista dall'età di quattro anni, "tre anni!" Mi corregge subito... compositore dall'età di nove, a quindici già si esibiva regolarmente nei club della Grande Mela: "ho vissuto con la musica fin da bambino, ne sono stato immerso e appena ho potuto sono salito su un palco, che fossero ristoranti, club, piano-bar poco importava, ovunque c'era un pianoforte io andavo a suonarlo! Sono stato fortunato a crescere a New York, è una città in fermento che ti da tante possibilità. Ho avuto l'occasione di suonare e di conoscere tanti musicisti importanti, sicuramente mi ha aiutato. "   

I primi suoi lavori Peter CincottiOn the Moon sono indissolubilmente legati al jazz, con il passare del tempo però si è aperto anche a pop, rock blues e funk, come mai? "Forse sono impazzito! (ride) Non so, ho iniziato a scrivere la mia musica ed è cambiato tutto!"

Il suo jazz è fresco e sofisticato, le sue ballate evocative raccontano storie intime ed universali allo stesso tempo. Spesso le città sono protacgoniste, come in Goodbye Philadelphia, Angel Town (Los angeles), o Cinderella Beautiful (New York): " le città fanno solo da sfondo alle storie che racconto, eccezion fatta per Angel Town che è una citazione specifia, parlo di quello che mi circonda, ogni canzone è diversa ma in qualche modo autobiografica. Secondo me il segreto è raccontare quello che si conosce, le emozioni che si vivono".

Cincotti e il cinema: lo abbiamo visto di sfuggita recitare in Beyond the Sea e suonare il piano in Spiderman 2: "Sìììì! E' stato un sacco di tempo fa! Un ruolo piccolissimo, però mi sono davvero divertito. Mi piace molto il cinema, sono un accanito spettatore fin da piccolo". Il brano December Boys, invece, fa parte della colonna sonora del film omonimo: " December Boys è stata la prima vera opportunità che ho avuto di mettere la mia musica a servizio di un film. Ho letto la sceneggiatura e ho iniziato ad immaginare l'atmosfera, poi ho visto le immagini, un lavoro davvero stimolante, se ne avrò l'occasione mi piacerebbe rifarlo anche in futuro!"

L'appuntamento è per stasera, 31 luglio, a Villa Pamphilj  ultima serata della rassegna I Concerto nel Parco. In caso di pioggia ci si sposta al Teatro Greco.

Postato da Prisca - 11:39, 31 Lug 2010
Permalink | Commenti (0)

La ‘romanità contaminata’ di Mannarino

 

A Dimensione Suono Roma ospite Alessandro Mannarino!

 

Che è romano lo si capisce subito dalla parlata e dall’accento che traspare anche nel cantato. Immancabile cappello in testa, baffi e barba accennata, occhi scuri e profondi, il sorriso e la battuta sempre pronti, Alessandro non sembra sentirsi proprio a suo agio nel ruolo dell’intervistato, sicuramente preferirebbe una chiacchierata intorno a un tavolo, magari con un bel bicchiere di vino davanti, o del whisky, come accade ai personaggi raccontati nel suo album di debutto Bar della rabbia. Classe 1979, romano della Casilina, sul suo sito MySpace viene definito uno stornellatore moderno e un cantautore metropolitano, le sue canzoni tragicomiche e surreali mischiano ritmi di musica popolare italiana con elementi balcanici e gitani, suoni del sud del mondo e citazioni felliniane. La sua è una ‘romanità contaminata’: “sì, bella come definizione! E’ quello che viviamo oggi, per lo meno quello che ho vissuto io, la mia esperienza personale, quando sono uscito da casa mia in periferia, ho preso un autobus verso il centro e mi sono perso per i localini intorno alla Stazione Termini. Sono uscito dal ghetto, che può essere anche un ghetto mentale a volte, è una povertà di informazione, una povertà di conoscenza rispetto alle sfumature, alla ricchezza culturale che invece hanno portato con sé gli immigrati dagli anni ’80 in poi e le comunità culturali che sono venute a Roma. Io in quei localini ho iniziato come dj ascoltando moltissimi dischi e poi mi sono appassionato”.

Già ospite della rassegna Generazione X Alessandro Mannarino stasera torna all’Auditorium Parco della Musica e stavolta si esibisce nello spazio prestigioso della cavea: “sì questo è il mio primo vero tour, si dice così tour vero?” Mi chiede quasi incredulo. “Sono contento, ma spero di non pensarci troppo, l’importante è l musica, la cavea è un posto come un altro, ma non è un posto come un altro perché è prestigioso, ho visto il cartellone, gli ospiti, e quasi mi vergogno a suonarci, e poi a Roma, mamma Roma! Non so, meglio non pensarci. Ancora mi ricordo il mio primo concerto a 19 anni, è stato traumatico, per due hanni non ho più suonato dal vivo. Oggi sono contento di vedere che quando vado a suonare ci viene gente, ho sempre gli incubi che vado a suonare  e la sala è vuota!”

Chitarra in spalla e immancabile cappello presenta il suo primo album Bar della rabbia, un affresco che racconta un’umanità variegata, umile, ribelle o esiliata, che popola le baracche dei campi nomadi, le strade e i cantieri di una Roma a volte massacrata.  I toni sono onirici e surreli, in bilico tra fantasia e realtà: “il titolo del disco riprende una traccia dell’album che si chiama Bar della rabbia e parla di una persona che nella vita ha perso tutto, però ci ride sopra e gli prende bene, questo è un po’ il succo. Sono molto affezionato a questo brano, l’ho scritto di getto, tra il balcone e la camera in affitto, ho lasciato stare la metrica, gli accordi, dovevo scrivere quello che sentivo sennò mi sarei buttato di sotto!” E poi aggiunge ridendo: “ma tanto stavo al primo piano e non mi sarei fatto niente! Ho chiamato l’album Bar della rabbia perché è pieno di personaggi, un barbone, una prostituta, un pagliaccio , che possono essere immaginati come avventori di questo bar, che raccontano la propria storia e attraverso la fantasia, che può essere un bicchiere di whisky, sciolgono la rabbia. Un po’ come quando bevi il whisky con il ghiaccio, quando si scioglie il liquore è più morbido e sprigiona anche più profumo. Quello che ho cercato di dire è che abbiamo tanti motivi per arrabbiarci ogni giorno, qualsiasi sconfitta però può essere trasformata in qualcos’altro attraverso la fantisia e la ricerca di rapporti sinceri con gli altri”.

Tanti i riferimenti cultural-musicali che Mananrino ha fatto propri, da Gabriella Ferri a Cesaria Evora, Manu Chao e Domenico Modugno… “Bob Dylan, De André, Edith Piaf, tutti i cantautori brasiliani, Caetano Veloso. La cosa bella, però, è che quando scrivo una canzone non ci penso per niente ai miei maestri, tutti viene spontaneo. Appartenere ad una scena o ad un genere musicale è solo un inutile parata di paletti, mi piace la libertà. Io vedo tanti concerti, ascolto e compro tanti dischi. Bè.. ora che ho un po’ più di soldi, prima confesso di aver scaricato”.  Non incentiviamo la pirateria però! “No io invece la incentivo! Se qualcuno scarica il mio disco sono contento vuol dire che lo ascolta, che gli piace. Non muoio certo di fame se vendo un cd in meno, è un discorso di editori, di etichette discografiche, ma loro sono ricchi che c’importa. Se la mia canzone sta nelle case sono contento, c’è chi mi dice ‘grazie, ero in un momento difficile e la tua musica mi ha aiutato’, è la cosa più bella! E’ pure giusto dare un valore alle cose, perché c’è tanto lavoro dietro, ma a uno studente, a un disoccupato, come fai a dirgli di non scaricare? Ma menomale che scarica, che sta lì a cercare musica, che ha voglia di ascoltare cose nuove!”

Alessandro è certamente un personaggio eclettico e curioso, lo abbiamo visto in tv a Parla con me, scrive colonne sonore per il cinema,  frequenta il teatro, partecipa al progetto Voci nel deserto, sorta di rave teatrale, e l’anno scorso lo abbiamo visto anche recitare nel film Tutto l’amore del mondo, nei panni di un musicista (oltre ad aver inserito il brano Me so ‘mbriacato nella colonna sonora): “ho accettato subito incuriosito, avevo letto la sceneggiatura, scritta dal mio amico Massimiliano Bruno e mi era piaciuto tantissimo, poi però purtroppo l’hanno edulcorato, l’hanno fatto diventare un polpettone romantico per adolescenti, insomma alla fine mi sono pure vergognato di averlo fatto!  

Più felici le esperienze teatrali, in particolare lo spettacolo Agostino scritto da Massimiliano Bruno e interpretato da Rolando Ravello, nel quale Alessandro suonava un po’ tutto quello che gli capitava sottomano: “Rolando è stato bravissimo faceva da solo undici, dodici personaggi cambiando giusto un cappello, cose così. Mi ha dato tanto, e una sera è venuta Serena Dandini che dopo avermi visto suonare mi ha voluto a Parla con me”.

Davvero un tipetto interessante da seguire! L’appuntamento è per stasera, 30 luglio, nella cavea del Parco della Musica .


Postato da Prisca - 00:50, 30 Lug 2010
Permalink | Commenti (0)

Inossidabile PATTI SMITH !!!!!!!!

Al teatro romano di Ostia Antica la poetessa del rock

La rassegna Cosmophonies chiude alla grande con la sacerdotessa del rock Patti Smith. Icona indiscussa della musica, la cantante, poetessa, fotografa specializzata in polaroid, pittrice e attivista politica, torna in tour nel bel paese, questa sera, 27 luglio, a Carpi in chiave elettrica, domani, invece, in versione acustica tra le rovine del teatro romano di Ostia Antica: "suonare in acustico in quest'antico teatro sarà perfetto, perché non disturberemo il delicato equilibrio delle pietre e le pietre amplificheranno il nostro suono, credo sarà grandioso, non vedo l'ora!" Ci dice davvero entusiasta. La poetessa del rock, oggi 64enne,  ha un rapporto viscerale con l'Italia già dagli anni '70, qui la osannavano quando negli Stati Uniti era ancora fenomeno per pochi eletti. Tornare a Roma per lei è sempre un gran piacere: "ogni cosa qui è fantastica, il mio posto preferito è il Pantheon, ci torno sempre per salutare Raffaello e per dire ciao al piccolo elefante sulla piazza, perché mi sembra che pianga, immagino piccole lacrime che gli scendono dagli occhi".

Il tour estivo si chiama We shall live again dalle liriche di una sua famosa canzone Ghost Dance:
"abbiamo scelto questo titolo per dare al tour uno spirito ottimistico, ci sono così tanti problemi nel mondo, Italia inclusa, difficoltà economiche, guerre, catastrofi ambientali. Ma  in mezzo a tutto ciò c'è speranza, siamo ancora vivi!"

Da sempre Patti Smith è attenta ai temi sociali, cosa pensa del periodo che stiamo vivendo?
"Penso che il mondo stia attraversando un periodo di transizione. Certo sono preoccupata, credo che il problema maggiore sia l'ambiente, penso che i giovani, le nuove generazioni,  debbano essere più diligenti e fare pace con Madre Natura. A livello economico ci sono problemi in tutto il mondo, ma credo ancora che dobbiamo ricordarci chi siamo, dobbiamo ricordarci che le multinazionali e i governi non ci comandano. Le persone possono ancora unirsi, noi siamo qui. Le aziende e i governi devono servire il popolo non comandarlo, ce lo dobbiamo ricordare e ricordarci sempre chi siamo".
La sua canzone-inno People have the power oggi sempra più attuale che mai: assolutamente sì! La canteremo e sarà una forza,  spero davvero che gli  spettatori canteranno con noi!"

Ad accompagnarla sul palco anche Lenny Kaye alla chitarra e Jay Dee Daugherty alle percussioni, due vecchi amici dello storico Patti Smith Group, oltre a Tony Shanahan al basso, Mike Campbell alla chitarra e dulcis in fundo al pianoforte la figlia Jesse Smith: "saremo in sei e anche se è un concerto acustico sarà molto potente, abbiamo batteria e basso, ci sarà forza, ma allo stesso tempo potremo concentrarci sulla voce. E' vero c'è mia figlia al piano, ha appena compiuto 23 anni e ama l'Italia!"

Che effetto le fa suonare con sua figlia?
"Non posso descrivere il piacere che provo guardandola suonare, ho scritto molte canzoni per suo padre, Because the night, Dancing barefoot, Frederick, e guardare mia figlia suonare le canzoni scritte per  il padre è semplicemente meraviglioso…"

E Patti Smith raccoglie consensi in tutto il mondo anche per il libro Just Kids (in Italia edito da Feltrinelli), dove racconta gli esordi della carriera nella New York degli anni '60-'70 e il suo rapporto con il fotografo scomparso Robert Mapplethorpe, in una sorta di confessione: " confessione sì, è un bel modo di porlo. Prima di morire nel 1989 Robert Mapplethorpe mi chiese di scrivere un libro sul periodo in cui eravamo giovani e lottavamo per andare avanti e io gli promisi di farlo. Ci ho messo molto tempo, ma credo che il libro sia uscito nel momento giusto, perché quando io e Robert eravamo giovani non avevamo un soldo,  ma credevamo in noi stessi e nella nostra visione. E penso che questo sia un buon messaggio da dare oggi alle persone che lottano con i problemi economici. Dobbiamo lottare per portare avanti la nostra visione. I soldi non dicono realmente cosa sei o chi sei, quello che hai dentro è la vera essenza di chi sei… Spero che al pubblico piaccia" aggiunge con un misto di timidezza e modestia.  


Anche questo fa grande Patti Smith, una certa dose di umiltà, essere l'opposto di una diva, una persona diretta e sincera che cerca sempre un contatto con gli altri, almeno questa è l'impressione che mi ha sempre dato, ogni volta che ho avuto l'onore di parlare con lei.

Appuntamento il 28 luglio al teatro romano di Ostia Antica, io di certo non me la perdo!!

Postato da Prisca - 20:06, 27 Lug 2010
Permalink | Commenti (0)

Multietnico Silvestri

Per Rock In Roma:

Daniele Silvestri suona con l'Orchestra di Piazza Vittorio

L'intervista


"Road Concert" e' l'ultimo progetto dell'eclettico cantante romano, che già in passato aveva contaminato il suo rock d'autore con i suoni del mondo, e dopo tanti anni, l'amicizia con Mario Tronco il fondatore dell'Orchestra multietnica di Piazza Vittorio è sfociata in una collaborazione grazie alla proposta di Italia Wave Love Festival, che il 21 luglio a Livorno ha visto la prima tappa di questo  "concerto di strada" ci racconta Silvestri: "perché la strada rappresenta facilmente sia l'incontro, che è quello che poi si verifica sul palco, l'incrociarsi di così tante storie, culture, facce, pelli, religioni perfino, che sono già all'interno dell'Orchestra di Piazza Vittorio, ma ancora di più in questo ulteriore allargamento che comprende tutta la mia band, è una commistione ancora più particolare. Allo stesso tempo la musica ha nella strada la sua collocazione più giusta, nel senso lato del termine, perché secondo me la musica non deve mai strare troppo ferma, deve essere disponibile a incroci imprevisti, soste inattese, deviazione impensate, e questo percorso che abbiamo iniziato è pieno di tutto ciò, ed è anche il suo bello. Sono molto amico di Mario Tronco che ha inventato questa Orchestra, è da un bel po' che seguo i suoi passi ed è un bel po' che lui mi chiede di scrivere qualcosa per loro. Quando poi Italia Wave ci ha proposto di suonare insieme abbiamo detto immediatamente di sì, ma ad un patto, che non fosse un unico evento, ma qualcosa che avesse sua strada, un cammino da percorrere. Abbiamo costruito un vero e proprio spettacolo fatto per essere eseguito da questa formazione e non da altre".

Un viaggio da sapore teatrale che mette proprio Roma al centro del Mediterraneo, per questo la tappa all'Ippodromo delle Capannelle  è particolarmente sentita: "assolutamente sì, è la data a cui teniamo di più, e non lo dico a discapito del debutto di Livorno, serata magica, ma a Roma non solo giochiamo in casa, per tutti noi è la nostra casa,  anche per il senso dello spettacolo è importante, perché è quell'incrocio in cui ci siamo ritrovati tutti. Se si dice 'tutte le strade portano a Roma' ci sarà qualcosa di vero, almeno per noi lo è stato. Sarà come dare ancor più valore a quello che già nella storia del concerto ha un suo  valore".

La scaletta è fluida e cambia di sera in sera: "sì e non voglio dirvi troppo, lasciamola scoprire al pubblico, c'è un inizio sicuro, una fine sicura e qualche punto fisso nel mezzo, ma il viaggio fa tappe diverse ogni sera. Chiaramente ci sono più cose che vengono dal mio repertorio, anche cose che non ho mai suonato dal vivo, cose che si prestavano ad essere suonate da questo enorme ensemble, siamo 23 elementi sul palco! Il concerto è anche un po' in una forma di spettacolo, non dico teatro che sarebbe troppo, ma raccontiamo un viaggio. Credo sia una cosa davvero sorprendente, almeno lo spero!"

Avete pensato ad un disco o almeno ad una registrazione live che suggelli la collaborazione?
"sì, certo ci abbiamo pensato. Ora ci stiamo preoccupando di documentare quello che stiamo facendo, affinché rimanga nel tempo, stiamo facendo delle registrazioni video, anche a Roma le faremo, e registrazioni audio, magari semplici, non elaborate, registrazioni dirette per far sì che quello che stiamo facendo non vada perduto, non resti solo nel ricordo. Poi fare un disco vero e proprio è un discorso diverso, il progetto è appena partito, non so dove ci porterà questa strada".

E un tuo disco di inediti? E' un po' che lo aspettiamo! (L'ultimo cd era un best of del 2008)
" ho i miei tempi! (ride) Sto scrivendo da un po', ho scritto tanto, ho registrato tanto e ho già molto materiale, è un cantiere aperto in questo momento, ma non credo passerà tanto prima che il cantiere sia finito. Probabilmente all'inizio dell'anno prossimo qualcosa vedrà la luce. Però io finché non sono felice e contento su tutta la linea… e non succede immediatamente, in genere ho bisogno di un po'. Un disco se esce, deve avere un motivo per uscire, non solo per scadenze contrattuali o per comodità, finisci solo per farti del male e non ha senso!"
Posizione di tutto rispetto! Magari altri la smettessero di far uscire un disco l'anno così tanto per fare…  

L'appuntamento con Daniele Silvestri insieme all'Orchestra di Piazza Vittorio è per domani, 27 luglio, all'Ippodromo delle Capannelle!

Postato da Prisca - 18:33, 26 Lug 2010
Permalink | Commenti (0)

Sognando Contromano con Neffa

 

 

Domani nella Cavea dell'Auditorium Parco della Musica  il concerto di Neffa

L’intervista

 

Per la prima volta ospite di Luglio Suona Bene, Giovanni Pellino, in arte Neffa si esibirà nella cavea disegnata da Renzo Piano, e non vede l’ora ci confessa : “mamma mia! Sono contentissimo ogni volta che vengo a Roma, è una città dove ho vissuto un paio di volte, quindi mi piace, mi piacciono i romani e sono felice di tornarci ogni volta!

Si preannuncia un bel live sotto le stelle con due ingredienti principali: “passione e divertimento,  uno spettacolo semplice basato sul nostro coinvolgimento nel suonare. Cerco un contatto con ci viene a sentire attraverso la musica. Non sono un intrattenitore, sono più uno da scambio di emozioni”.

 
Pop, soul, rock e hip hop in un mix raffinato, in scaletta i brani dell'ultimo lavoro “Sognando Contromano” uscito nel 2009 e non solo: “Sicuramente l’ultimo disco è il più rappresentato, poi ci sono i pezzi dei dischi precedenti quelli più conosciuti che si prestano a far cantare e ballare le persone! Ogni volta che vado sul palco è un'esperienza nuova, per me è sempre un appuntamento nuovo, le canzoni sono sempre quelle, ma lo spirito non può e non deve essere lo stesso, per fortuna c'è un elemento non calcolabile che è quello di trovarsi insieme nello stesso posto e condividere una serata”.
 

E chissà che non faccia capolino una canzone da “ C'eravamo tanto odiati”, l'album registrato con J-Ax  sotto la sigla Due di Picche, una collaborazione che ha stupito: “è stata una cosa un po' inattesa, successa velocemente,  Due di Picche è uscito con un singolo volutamente provocatorio  e controverso, ovviamente vogliamo far sentire qualcos'altro da questo disco in cui crediamo molto e quindi uscirà un nuovo video, perciò per un po' vi toccherà sentire ancora i Due di Picche, se vi va naturalmente…”

Ma come mai questo connubio che, così superficialmente, sembra stridere?
“Se ci pensi, poi alla fine per quanto siano diverse le nostre personalità, un po' le strade sono simili, siamo due reduci da tanti anni di combattimento, siamo tutti e due delle persone che hanno un modo molto  particolare di vedere il mondo e che hanno fatto strade anche contemporanee, più o meno siamo venuti fuori nello stesso momento,  e abbiamo percorso due strade un po' diverse che fanno sì che assieme abbiamo visto parecchio della storia musicale e non dei ragazzi italiani degli ultimi due decenni. Alla fine è meno sorprendente di quanto sembri. E’ chiaro che quando hai vent'anni e sei in fazioni contrapposte scatta l'antipatia, poi, crescendo, impari a capire chi  sono i veri nemici e chi invece sono quelli che si sono trovati in giochi di ruolo.  Io una collaborazione così stretta non l'avevo mai fatta, tanto valeva farne una controversa! (ride) No, scherzo. Sono molto felice perché ho avuto la possibilità di scrivere testi più diretti, diversi da quelli introspettivi dei miei album, cose immediate con un impatto che mi piace molto”.
 

Per ora ci sono i Due di Picche, ma quando sentiremo un tuo nuovo album? “Ora aspetto la fine dell’estate per avere un po' più di  tempo per mettermi a giocare in studio, senza l’ansia di dover ripartire in tour!”
 

Nel frattempo l’appuntamento è per domani 25 luglio al Parco della Musica!

 


Postato da Prisca - 14:26, 24 Lug 2010
Permalink | Commenti (0)

Afterhours 100% ROCK!

Stasera all’Ippodromo delle Capannelle Afterhours in concerto

 

Dopo la fortunata tournée teatrale che ha visto la band guidata da Manuel Agnelli esibirsi in tutt'Italia  insieme ad ospiti sempre diversi, gli Afterhours sono di nuovo on the road con un tour che strizza l'occhio alla parte più dura del repertorio, pescando molto dai primi due storici album Germi e Hai paura del buio?, e ritrovando sul palco un vecchio compagno, ci spiega il batterista Giorgio Prette : “come tipo di spettacolo è diametralmente opposto al tour teatrale, quindi la scaletta è molto rock, molto potente, energica, con dei pezzi che non facciamo da tantissimi anni e che una parte del pubblico magari non ha neanche fatto in tempo a sentire mai dal vivo. E poi abbiamo come special guest in tutto il tour Xabier Iriondo che era il nostro chitarrista ai tempi di Germi, Hai paura del buio? E Non è per sempre”.

  

Una formazione con 3 chitarre quindi, (oltre a Iriondo c’è il fido Giorgio Ciccarelli e naturalmente Manuel Agnelli che ogni tanto imbraccia la 6 corde) per stupirci ancora una volta. Gli Afterhours infatti hanno sempre voglia di rinnovarsi e di sperimentare, magari azzardando collaborazioni: “il concetto delle collaborazioni, delle aperture, delle contaminazioni a 360 gradi, oppure spostare la musica in luoghi diversi da quelli canonici,  a livello concettuale e di attitudine è una cosa che faremo sempre di più. E poi praticamente cerchiamo di fare sempre qualcosa di diverso, di non ripeterci, cerchiamo sempre qualcosa stimolante per noi. Il futuro sarà sempre più improntato su questo percorso”.

  

E a proposito di futuro, subito dopo il tour in studio per il nuovo album: “sì, il tour è proprio così concentrato in poche date per darci modo di lavorare al nuovo progetto, non ci vedrete dal vivo almeno fino a maggio dell’anno prossimo!” Ma non ci puoi anticipare nulla del nuovo lavoro? “No, ma non perché riservato, è che ancora non abbiamo nulla di concreto, siamo proprio all’inizio!”

 

E vabbè, intanto si godono la capitale: “il rapporto con Roma è meraviglioso, siamo tutti esaltati, ci veniamo così spesso a Roma che poi quando cambia il periodo e stiamo in giro di meno e non ci veniamo.. ci manca!!”

 

Appuntamento il 21 luglio, all’Ippodromo delle Capannelle per la rassegna Rock In Roma...

e più rock di così…!!!

Postato da Prisca - 20:08, 20 Lug 2010
Permalink | Commenti (0)

Morgan stasera suona con l'orchestra!

Stasera a Villa Pamphilj un inedito Morgan



E' uno degli artisti più discussi e controversi degli uiltimi mesi, eclettico e istrionico,  colto, provocatorio e senza peli sulla lingua, un dandy d'altritempi. Marco Castoldi, in arte Morgan, ha dato il via al tour estivo che lo vede protagonista stasera nei giardini di Villa Pamphilj, titolo dello show "Con Certo", ci spiega: "sarebbe Con Certo Morgan, per dire con un certo Morgan, insomma un gioco di parole!"

Morgan suona insieme all'Ensamble Symphony Orchestra, orchestra sinfonica di Massa Carrara e veste i panni di pianista, aprendo il live con un brano di Ravel: "E' il secondo tempo del Concerto in Sol, è un brano estremamente pop a mio avviso! Che Ravel ha scritto nei primi del Novecento, ma che in realtà è abbastanza moderno, molto 'avanti', tra virgolette. E riguardo all'orchestra, sono entusiasta di loro e del loro suono, sono affiatatissimi ed anche malleabili e adattabili al genere pop. Con loro mi diverto anche ad improvvisare, a scompaginare l'impianto di quello che avevano preparato".


Poi in scaletta le sue canzoni da solista,contenute negli album Da A ad A e Canzoni dell'appartamento, gli amati brani di Fabrizio De André, già incinsi nel rifacimento di Non al denaro, né all'amore, ma al cielo, e i classici della canzone italiana, racchiusi in Italian Songbook Vol 1. C'è posto anche per la canzone esclusa all'ultimo Festival di Sanremo, La Sera: " è  uno dei pezzi più belli del concerto secondo me, perché è  completamente basato sulla partitura orchestrale, quindi lì sono impegnati tutti, ma proprio tutti i musicisti. Mi piacerebbe poter scrivere parti per tutti i membri dell'organico, sto cercando pian piano di riarrangiare tutti  pezzi, data per data, magari all'ultima serata del tour tutti suoneranno tutto!"


Ma dopo tutto il polverone di Sanremo e della sua confessione di aver fatto uso di droghe è cambiato qualcosa? "No, non sento che sia cambiato qualcosa, se non in peggio! (ride) Io sono sempre stato molto cangiante e molto imprevedibile! Mi dispiace per la canzone, avrei voluto che il pubblico potesse ascoltarla, senza me sul palco magari, solo con una traccia audio vocale. Credo sia un brano interessante".


Da sempre creatura camaleontica Morgan ama chi sa rinnovarsi in continuazione: "Sì! Io amo le creature camaleontiche! I Depeche Mode ad esempio cambiano molto spesso e io li adoro. David Bowie è uno che cambia tantissimo e mi piace proprio per questo!"

 

Camaleonti di ogni tipo.. appuntamento stasera, 20 luglio, a Villa Pamphilj!

Postato da Prisca - 15:03, 20 Lug 2010
Permalink | Commenti (0)

Addio Jacko, un anno dopo...

Era il 25 giugno del 2009 quando il cuore del Re del pop  si fermò a causa di un'iniezione letale di anestetici, per la quale il medico Conrad Murray è accusato di omicidio colposo.


Da allora l'affetto di milioni di fan e del mondo dello spettacolo non sembra scemare.  Ovunque commemorazioni, a Beverly Hills, la famiglia dell'artista ha organizzato per domani una serata all'Hotel Hilton. Oggi invece la nonna Kathernie e i tre figli di Jacko sono alla veglia di Gary, sua città natale. Centinaia e centinaia di fan a Neverland e al cimitero di Glengale dove Michel è sepolto. A New York appuntmaneto il 29 giugno all'Apollo Theatre di Harlem, dove i Jackson Five mossero i primi passi.

In italia sold out il tributo di stasera al Teatro Nuovo di Milano, a Riccone sono due i giorni dedicati a Jackson, mentre è saltato con uno strascico di polemiche il tributo romano. nella capitale chi vuole ascoltare le sue canzoni può farlo stasera a Romavitage.


Intanto escono diversi libri sul Re del pop: Michel Jackson - il complotto di Aphodite Jones sul processo per molestie sessuali, Neverland Lost di Henry Leutwyler che fotografa gli oggetti venduti all'asta, e Ciao Michael di Daniele Boerci sul rapporto tra il cantante e i suoi fan.
Altre novità, sembra siano state ritrovate 273 canzoni inedite dei Jackson Five, dodici foto inedite andranno all'asta a Parigi, a Gary sorgerà il museo di Michael Jackson, mentre il celebre Cirque du Soleil sta preparando uno speciale tour tributo. 

E ad un anno dalla morte sale di 1 miliardo di dollari il patrimonio di the King of pop, per le vendite di dischi, film e merchandising. Inoltre a novembre dovrebbe uscire un nuovo album di Jacko con brani storici e materiale inedito.
Per la gioia dei fan, che in realtà non hanno bisogno di altro per ricordare l'indimenticalbile Michel Jackson.

Postato da Prisca - 17:25, 25 Giu 2010
Permalink | Commenti (0)

Paola Turci in anteprima all'Auditorium!

Domani all'Auditorium le storie al femminile di Paola Turci

L'intervista

 

La cantautrice romana arriva al  Parco della Musica per una serata davvero speciale,  il 13 aprile, presenterà dal vivo e in anteprima assoluta  i brani del suo nuovo album Giorni di Rose che uscirà il prossimo 27 aprile e non nasconde l’emozione: “è un’emozione davvero particolare, perché è la prima volta che mi succede di suonare delle canzoni prima ancora di farle uscire su disco, però ho una voglia immensa di cantarlo e presentarlo questo album”.

 

Finora abbiamo ascoltato il primo singolo Danza intorno al sole, composto da Carmen Consoli e scritto da Nada. Giorni di Rose è un album tutto al femminile. Paola Turci, da anni autrice e produttrice, stavolta  torna in veste di sola interprete, di brani scritti per lei da altre grandi musiciste, oltre alla Consoli e a Nada ci sono Ginevra Di Marco, Marina Rei, Grazia Verasani, Naif Herin e Chiara Civello  e un prezioso duetto con Fiorella Mannoia: “ canto un universo infinito, dalle mille sfaccettature,  composto da donne diverse e anche io sono diversa. Torno ad essere interprete, è un po’ un  ritorno alle origini,  mi sono lasciata portare dalle intenzioni e dai sogni delle cantanti che ho scelto e questo per me è bellissimo,  è un’esplorazione a 360 gradi”.

C’è un filo rosso? “ Il tema comun denominatore se vuoi è il sentimento dell’amore, noi andiamo sempre alla ricerca della realizzazione sentimentale, c’è la tristezza che va via, la gioia che tarda ad arrivare e  che però è lì che ci aspetta”.

 

Il concerto avrà un sapore intimo: “sarà un live acustico con episodi elettrici, ma prevalentemente un set non molto spinto, poi farò anche un tour nei club più elettrico, domani però ho voglia di interpretare, di raccontare in modo delicato le  storie di queste canzoni”.

 

Nel concerto anche i brani del recente Attraversami il cuore, il primo capitolo della trilogia che in tre album diversi parla d'amore e di temi rivolti al sociale: “ho sempre prediletto storie del mondo, che si guarda o che si sogna o che non ci piace, però avevo anche l’esigenza di raccontare il sentimento dell'amore, storie d'amore, e quindi in questa ricerca andavo da una parte e dall’altra e,  quindi, non mi ci ritrovavo. E’ per questo che mi è venuta l'idea di separare gli argomenti, il  primo disco Attraversami il cuore  è incentrato sull'amore, il secondo Giorni di Rose è declinato al femminile, il terzo che uscirà entro 2010 racconterà le storie che amo raccontare, uno sguardo sul mondo, che poi è quello che ho sempre fatto da Bambini fino a Rwanda, canzoni che ho scritto guardando la realtà che mi circonda, della quale mi sento di fare parte”.

 

Ripensando alla ragazza con la chitarra che conquistò San Remo nel 1986, come si rivede oggi? “Mi riconosco,  comprendo qualcosa attraverso la voce e il suo cambiamento, l'interpretazione è cambiata e il suono della mia voce è cambiato, il tempo che trasforma mi piace molto, mi auguro che mi migliori. Oggi mi vedo più consapevole rispetto a prima, delle cose che faccio, delle idee che ho e  delle canzoni che scrivo” .

Saggia Paola, non perdetevela!

Postato da Prisca - 20:58, 12 Apr 2010
Permalink | Commenti (0)

M.I.T. è arrivato!!

Il mondo dell’elettronica s’incontra a Roma

Un paio d’interviste

   

Eccoci arrivati! Oggi al Parco della Musica "Meet In Town", il grande festival dell'elettronica e della sperimentazione. Una megamaratona di musica e performance dedicata al mondo sconfinato dell'elettronica, clubbing e sperimentale, che invaderà ogni minimo spazio dell'Auditorium, ci spiega il direttore artistico di M.I.T. Raffaele Costantino: “ci sono le tre sale naturalmente e il Teatro Studio, ma non solo, ogni foyer e ogni bar sarà animato da dj set e performance, nello Spazio Risonanze, bellissimo fatto di vetrate, si celebra la Warp Records con artisti legati alla celebre etichetta, nella grande cavea ancora dj set e l’installazione di Sergio Ragalzi, vi dico che perfino i guardaroba sono stati adibiti a consolle per i dj! M.I.T. quest’anno è davvero un parco giochi per adulti!”

   

Ad aprire le danze alle 18.30 i Plaid, gruppo storico della Warp Records, nello Spazio Risonanze dove, appunto, l’etichetta britannica festeggia 20 anni  e ospita anche il maestro dell’elettronica Tim Exile e il nuovo talento Hudson Mohawke. Più di 30 artisti da tutto il mondo, arti e generi diversi. Ci sono concerti con orchestra come quello di Soap&Skin, classica ed elettronica colta con Murcof, attesissimi il pianista jazz  Bugge Wesseltoft con il produttore techno Henrik Schwarz. Nel Teatro Studio  la leggenda della disco Daniele Baldelli, il pop elettronico dei Junior Boys e i newyorkesi Metro Area. L’evento più atteso alle 22 in Sala santa Cecilia, A life along the bordeline: a tribute to Nico,  concerto in omaggio alla musa di Andy Warhol, con una line up d'eccellenza capitanata da John Cale dei Velet Underground. Ci sono Mark Lanegan, Lisa Gerrard già cantante dei dead can Dance, Mercury Rev, Laetitia Sadier cantante degli Stereolab, le CocoRosie, My Brightest Diamond, Joan As Police Woman,  e Nick Franglen continua Costantino: “per noi era importante questo trubuto perché celebra gli sperimentatori del passato, Nico era  eccezionale, una bellezza che ispira, una sensibilità che ispira, un’artista capace di essere musa e creatrice allo stesso tempo. Quando gli abbiamo spiegato il nostro progetto John Cale ha capito perfettamente, ha coinvolto tutti questi grandi artisti al di là delle nostre aspettative, quello in sala Santa Cecilia è un festival nel festival!”

C’è anche la danza sperimentale dei Santasangre, il collettivo romano preopone Seigradi – concerto per voce e musiche sintetiche, un’esperimento coreo-sonoro che prende spunto dal surriscaldamento climatico, spiega Luca Brinchi, uno dei fondatori del gruppo: “sì, lo spunto è quello dei cambiamenti ambientali, dell’aumento dell’effetto serra e dei conseguenti rischi di inondazioni e desertificazioni. Al centro del nostro spettacolo c’è proprio l’elemento dell’acqua, elemento vitale, noi analizzamo cosa puà provocare la sua mancanza e la sua sovrabbondanza. Ci interessava l’aspetto emotivo, non le diverse teorie scientifiche, il cambiamento il divenire, la trsformazione”. Non per niente i contenuti sono affidati alle 4 fasi del divenire che Aristotele sostiene nel “primo libro di fisica”.

Lo show dei Santasangre è perfetto per un festival di musica elettronica: “certo, innanzitutto perché il nostro tessuto sonoro è elettronico, fatto di suoni sintetici, ma non solo, noi da sempre creiamo una sintesi tra musica, voce suoni, ambienti virtuali, video e naturalmente il corpo che è fondamentale. Nel nostro gruppo non ci sono gerarchie, è una struttura orizzontale, ognuno l’arricchisce con i propri spunti e le proprie esperienze, abbiamo tutti background diversi, e siamo un work in progress”.

 

Allora che aspettate? Io mi preparo in fretta  e raggiungo l’Auditorium!!

   

Ecco il programma:

APERTURA PORTE ORE 17.30

PROGRAMMA SPAZI:

 

Sala Santa Cecilia

H.22.00         A Life Along The Borderline - A Tribute To Nico: John Cale and Band, Mark Lanegan, Lisa Gerrard, Mercury Rev, Joan as Police Woman, Laetitia Sadier, CocoRosie, My Brightest Diamond, Nick Franglen

Sala Sinopoli

H.19.00 - 20.00        Alessandra Celletti

H.21.30 – 22.30       Soap&Skin with ensemble

H.24.30 – 1.30         Bugge Wesseltoft & Henrik Schwarz

Sala Petrassi

H.19.30          Santasangre

 

Teatro Studio

H20.00           Wild Beasts

H.23.30          The Very Best 

 

Spazio Risonanze

Warp Resonance:

H18.30          Plaid

H.21.00          Tim Exile

H.24.00          Hudson Mohawke

Foyer Santa Cecilia  

H.20.30          Murcof - “The Versailles Session”

H.24.00          Jimmy Edgar 

Foyer Sinopoli

H.19.00 Alan 1

H.20.30 Dam Funk

H.21.30 Junior Boys

H.22.30 Metro Area

H.24.00 Daniele Baldelli

 

Foyer Petrassi

H.19.30 – 20.30       AD Bourke

H.20.30 – 21.30       Fulgeance

H.21.30 – 22.30       Dorian Concept

H.22.30 – 24.00       Daedelus

Cavea

Istallazione di Sergio Ragalzi

Istallazioni audiovisive

Quiet Ensemble

Altre info con video per farvi un’idea su www.meetintown.com

 

Postato da Prisca - 12:18, 11 Apr 2010
Permalink | Commenti (0)

Basilicata Coast to Coast

Come è bello passeggiar… in Basilicata!

 

Il primo film da regista dell’attore Rocco Papaleo è una commedia musicale on the road che ci fa scoprire le bellezze nascoste di una regione italiana ancora poco frequentata, la Basilicata. Lo spunto è la storia di un gruppo sgangherato di musicisti, che oltre ai lavori “classici” fanno teatro-canzone, proprio il genere che Papaleo propone da vent’anni sui palcoscenici della nostra penisola. Da Maratea sul Tirreno,  i 4 (lo stesso Papaleo, Alessandro Gassman, Paolo Briguglia e Max Gazzè) decidono di raggiungere A PIEDI la costa opposta, Scanzano Jonico, per partecipare ad un festival  musicale. Papaleo ha riscoperto il rapporto con la sua terra e con se stesso ci racconta: “ho seguito un’indole, che è quella di raccontare il rapporto dell’essere umano con la propria terra, un rapporto da recuperare, perché lo viviamo tutti i giorni, stiamo sempre piantati su qualcosa di solido! Non avevo mai esplorato la Basilicata come nel film naturalmente, ma sono partito più che altro da sapori e atmosfere che vivevo da piccolo. Ironia e gioco, mi ricordo i miei cugini che suonavano in chiesa, la messa beat, con chitarre elettriche e batteria, forse era il mio sguardo da bambino, ma vedevo tutto con gioia, uno sguardo solare pieno di energia. Da questo viaggio ho riscoperto delle sfaccettature del mio carattere che sono tipicamente lucane, per quanto si possa  essere tipicamente qualcosa.”

Ma com'è stare dietro la macchina da presa? “Una gran ficata! (ride) Poi ho lavorato con Fabio Olmi, direttore della fotografia con il quale ho una grande intesa, che dire, è un giocattolo per adulti straordinario!”

 

Un film girato in grande armonia vista l’amicizia tra  i membri del cast. Papaleo oltre che regista, interpreta Nicola, professore liceale con tanti sogni inespressi, sposato a una moglie che sta esaurendo la pazienza Michela Andreozzi, Paolo Briguglia è un ex studente di medicina che ha abbandonato l’università, Alessandro Gassman  è il bel  Rocco, il più famoso per alcune apparizioni televisive: “ ho voluto immaginare un tronista tra vent’anni” racconta Gassman: “una nullità artistica, infatti è addetto a percuotere il fodero della chitarra! Ci tengo a dire però che lo strumentino che vedrete nel film lo suono io veramente e canticchio  anche! Mi sono molto divertito, e poi ultimamente mi sto specializzando nei ruoli di fesso, dono abituato!” Conclude ridendo.

E poi c’è Franco, Max Gazzè che debutta come attore, un falegname che non parla più, ma comunica suonando il suo contrabasso. Gazzè è anche  autore anche della canzone sui titoli di coda, Mentre dormi, che anticipa l'uscita del suo nuovo album: “La cosa bella e' stato poter veicolare i significati non attraverso la parola, ma il suono, la musica, una forma di comunicazione archetipica ancora piu' importante” ci ha detto entusiata di quest’esperienza cinematografica.

 

Protagonista femminile Giovanna Mezzogiorno, è  Tropea, giornalista annoiata, che segue il gruppo per un documentario, all’inizio si malavoglia, poi si lascerà conquistare e alla fine la vedremo anche cantare! E’ stata proprio la Mezzogiorno, dopo aver letto la sceneggiatura, a convincere Papaleo a dirigere il film: “ è stata un’esperienza che sentivo di dover fare, venivo da un anno molto faticoso, dopo le riprese de L’amore ai tempi del colera, c’era questa amicizia tra noi questo non-luogo, la Basilicata sa essere molto estraniante! E’ stato bello poter lasciarsi andare.  Mi piace partecipare a dei piccoli film e a delle opere prime, spero di continuare a farlo, neglio ultimi anni ho girato il film di Rocco, ma anche i film di Chiantini, Puglielli, Marengo, sono delle botte d’ossigeno non da poco per me!”

 

Insomma una commedia fresca, senza troppe pretese, che mi ha fatto proprio venire voglia di fare un giro in Basilicata, non a piedi però eh! E voi che ne dite?

Postato da Prisca - 13:18, 09 Apr 2010
Permalink | Commenti (0)

Michele Placido: tra Vallanzasca e Serata d'Onore

Michele Placido si divide tra il film su Vallanzasca e la "Serata d'onore" al Teatro Ghione

L'intervista

Festeggia 40 anni di carriera il celebre attore e regista con una Serata d'Onore al Teatro Ghione, in scena fino a domani 28 marzo, il sottotitolo dello spettacolo è “passeggiando nella mia vita tra teatro e cinema”. Un'occasione per ripercorrere episodi della propria carriera e della sua vita privata, che effetto fa? “ Bello, perché ce so’ arrivato, come direbbe qualcuno!  Sono stato un privilegiato a poter fare tante cose nella mia vita”.

Nel primo atto  dello spettacolo Placido rende omaggio alla sua terra d'adozione, la Sicilia, proponendo due testi pirandelliani a lui molto cari: “L’uomo dal fiore in bocca e La cariola. Naturalmente L’uomo dal fiore in bocca  ha qualcosa che mi lega all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica, ai miei esordi, al confrontarmi con questo grande scrittore del ‘900. E’ un testo che nasconde tantissime emozioni, sta all’attore tirarle fuori".

Il secondo atto, invece,  è più intimo e personale, con aneddoti di vita, ospiti a sorpresa, sono già saliti sul palco Al-Bano, Enrico Brignano e la figlia Violante che tornerà domani. E ancora musica e poesie: “da Dante a Montale, a Leopardi, sarò accompagnato dalla chitarra prestigiosa di Tom Sinatra, il quale propone anche canzoni di Tenco e di De André. La seconda parte è molto più legata alla mia vita, perché io dialogo con il pubblico e racconto anche cose che pochi conoscono, le piccole o grandi gioie e i dolori della mia esistenza”.

Teatro, ma soprattutto cinema, Michele Placido è impegnatissimo nella lavorazione del film su Renato Vallanzasca. Le riprese si sono concluse proprio ieri: “Abbiamo festeggiato sul set, è stato un lavoro molto duro, 12 settimane di riprese. Abbiamo fatto un percorso che va dall’infanzia di Vallanzasca fino all’ergastolo. Penso che sia venuto uno spaccato di vita molto interessante. Volevo indagare sul perché un ragazzo bello, intelligente, ad un certo momento trova sul suo percorso il crimine, viene condannato all’ergastolo, aveva 27 anni ora ne ha 62 e sta ancora scontando la pena, ha buttato via tutta la vita. Un giovane che si credeva invincibile e che alla fine si trova a scontare i suoi errori”.

Tante sono state le polemiche sulla realizzazione di questo film, Placido è stato accusato di voler dare risalto e magari giustificazione agli atti criminali del Bel René, senza contare i sentimenti delle famiglie delle vittime. Vallanzasca è anche andato sul set: “ uso il Vangelo per rispondere, la remissione dei peccati. Cristo aveva una parola buona per tutti, gli uomini non ce l’hanno. Cristo preferisce morire accanto a un ladrone e gli promette perfino il paradiso. Naturalmente noi uomini non siamo capaci di arrivare a questa grandezza. Oggi Vallanzasca è un uomo solo, il figlio si rifiuta di parlargli e di vederlo. Sta pagando.  Pensiamo invece a cosa sta accadendo nella politica in Italia. C’è gente che ruba miliardi dello Stato a milioni di cittadini e noi continuiamo a rispettarli e a votarli, lo dico con molta polemica questo. E poi ce la prendiamo con  un criminale come Vallanzasca per far scontare tutti i peccati del mondo. Ho finito la polemica”.

Ancora una volta Placido non ha peli sulla lingua! 

Postato da Prisca - 17:30, 27 Mar 2010
Permalink | Commenti (0)